Dal 1113 -
Nascita delle Delegazioni - Due guerre mondiali
- Ricostruzione - 1951: Polesine
- La scuola materna - Il primo day
hospital di Torino - 1956: Ungheria - Una
scuola per infermiere - Corsi di primo soccorso
- Calamità - Assistenza ai
pellegrini - 1999: 900 anni dell'Ordine di Malta
Dal
1113...
La presenza in Piemonte dei Cavalieri Gerosolimitani, detti poi di
Rodi ed oggi di Malta, risale agli inizi del XII secolo: già
nella bolla istitutiva di Pasquale II del 1113 compariva una presenza
gerosolimitana ad Asti attestatasi poi dal 1169 presso la chiesa del
Santo Sepolcro (oggi San Pietro in Consavia) dove risiedeva spesso
il Priore regionale, definito nel 1179 de Longobardia. Essa assunse
ben presto un notevole rilievo nel contesto sociale e religioso del
tempo e certamente l'importanza della posizione geografica della regione,
evoluta e ricca di commerci, influì sul copioso ed ordinato
sorgere di "mansioni", "ricettorie" ed "asili"
dei Cavalieri Ospitalieri presso i quali pellegrini, commercianti
e viaggiatori trovavano, insieme a bisognosi e malati, preziosa assistenza.
Tanto che nel 1467 gli ambasciatori del duca di Milano presso la Santa
Sede sostenevano fosse inopportuno trasferire a Milano la sede dei
Cavalieri poiché “in Pedemonte sono più comandarie
et più grosse de la religione sua che altrove” (Renato
Bordone).
Moncalieri rivendica una delle prime presenze attive ed organizzate
dell'Ordine in Piemonte. Tanti altri nomi di città e paesi
piemontesi seguono a quello ed in Torino la loro presenza è
da considerarsi certa attorno al 1250. In quel periodo è infatti
documentata la proprietà nel quartiere di San Solutore, appena
fuori delle antiche mura romane, all'angolo sud-est, di una loro chiesa
dedicata a San Severo e di un ospedale dedicato a Santa Brigida, unito
ad un convento o meglio ad una casa per ospitalità. Per ragioni
militari, questo complesso fu distrutto nel 1547 dalle truppe francesi
che allora occupavano buona parte del Piemonte ma, dai verbali di
una visita priorale alla Commenda di Torino nel 1589, risulta che
i terreni sopra indicati, per un complesso di oltre 18 giornate, subito
oltre l'antica porta Fibellona e confinanti con quella che sarebbe
poi stata l'attuale via Po, erano ancora di proprietà dell'Ordine.
Nel tempo, a partire dal XIII secolo, sorsero in Piemonte numerose
Commende Gerosolimitane, alcune delle quali dovute anche all'incorporazione
di beni dell'Ordine dei Cavalieri del Tempio (Templari) soppresso
nel 1312.
Queste Commende solitamente dipendevano da un Baliaggio o da un Priorato.
In Piemonte e nella Val d'Aosta esse dipendevano, per competenza territoriale,
dal Priorato di Milano. Dopo la restaurazione Sabauda in Piemonte,
il Duca Emanuele Filiberto il 25 novembre del 1561 volle confermare
i privilegi di cui l'Ordine aveva sempre goduto nei territori governati
da Casa Savoia.
In Torino, dove nell'anno 1365 era stata eretta una Commenda Gerosolimitana,
i Cavalieri ebbero dal 1474 la loro "magione" in un immobile
che sorgeva all'angolo delle attuali Vie Garibaldi e XX Settembre,
edificio che si trovava nel territorio dell'allora parrocchia di Sant'Agnese,
oggi esistente in città in tutt'altra zona, e la cui area parrocchiale
è attualmente compresa in quella del Duomo di Torino, dedicato
a San Giovanni Battista, Santo Protettore della Città e dell'Ordine
di Malta.
La crescita economica ed ospedaliera dei Cavalieri in Piemonte fu
sempre sicura e costante, favorita da donazioni e lasciti testamentari,
integrata a volte da saggi acquisti.
Da questi beni, agricoli ed immobiliari, che come in Piemonte erano
sparsi in tutta l'Europa cattolica, l'Ordine Gerosolimitano trasse
nel tempo i redditi che gli consentirono di poter esercitare in proprio,
per secoli, la signoria su isole-stati, quali l'arcipelago di Rodi
(1310-1522) e l'arcipelago di Malta (1530-1798), sempre ostacolando,
com-battendo sul mare, l'espansionismo islamico verso il nostro continente
e sostenendo la difesa di tante coste d'Italia e dell'Europa mediterranea
dalle feroci e rapaci scorrerie della pirateria barbaresca.
Questi proventi economici, inoltre, favorirono la nascita e la conduzione
di molti tra i primi nosocomi piemontesi che, con le trasformazioni
e gli adattamenti dei tempi e seppur non più di proprietà
dell'Ordine di Malta, ancor oggi continuano nella loro preziosa attività
assistenziale. Tra questi, a titolo di esempio, possiamo citare l'Ospedale
di Santa Croce di Moncalieri.
Nel tempo la Commenda di Torino fu riccamente dotata ed a Reaglie,
sulla collina che contorna oltre il Po la Città, ebbe anche
una sua propria chiesa dedicata a Santa Margherita. A Reaglie i beni
della Commenda Melitense erano molto estesi in quanto tutta la valle
era di proprietà dell'Ordine.
Essa era suddivisa in tre grandi cascine dette rispettivamente "L'Osteria",
la "Commenda" ed il "Tetto d'Adamo". A queste
proprietà si aggiunsero poi terreni all'Abbazia di Stura, Vanchiglia,
Valdocco, Lingotto, Gerbido e San Martino ed una cascina a Lucento,
rovinata nelle operazioni belliche del 1640, poi ricostruita e nuovamente
dan-neggiata nell'assedio francese del 1706.
La Commenda di Torino, data l'importanza assunta dalla città,
allora capitale del Regno di Sardegna, venne elevata in Baliaggio
per decreto del Sovrano Consiglio dell'Ordine in data 11 febbraio
1761, in sostituzione di quello di Cremona.
Al momento dell'esproprio e della confisca di tutti i suoi beni, in
conseguenza della rivoluzione francese e dell'occupazione militare
da parte della Francia della regione, l'Ordine di Malta aveva in Piemonte
un Baliaggio e 33 Commende. Esso, inoltre, possedeva proprietà
agricole con una superficie complessiva di oltre 6.150 ettari, sparse
in 197 degli attuali 1.280 comuni del Piemonte e Valle d'Aosta. Su
di esse sorgevano beni immobiliari, quali cascine, mulini e cappelle,
mentre nei centri urbani e nelle città l'Ordine possedeva castelli,
palazzi, chiese, conventi e fabbricati civili.
Nascita
delle Delegazioni
Passata la bufera napoleonica, che aveva cancellato anche nel Piemonte,
forzatamente annesso alla Francia, ogni presenza della Religione Gerosolimitana
come in tante altre parti d'Europa, l'Ordine di Malta riprese la sua
attività riorganizzandosi, e nel 1839 (dopo quello in Roma
del 1816), costituiva un nuovo Gran Priorato in Venezia che da allora
ebbe giurisdizione su tutta l'Alta Italia. Con un decreto del 3 ottobre
del 1844, Sua Maestà Carlo Alberto, Re di Sardegna, consentiva
sui territori del suo regno l'attività dell'Ordine. Nei decenni
seguenti, dopo le guerre d'indipendenza nazionale e la fondazione
del Regno d'Italia, gradualmente si aprirono nelle principali città
italiane delle rappresentanze ufficiali dell'Ordine di Malta. Esse
assunsero poi, in conseguenza anche di accordi raggiunti con le Autorità
del Regno, il nome di Delegazioni che conservano tutt'ora; una di
queste fu stabilita a Torino.
Ritornò così in questa Città la presenza organizzata
dei cavalieri Melitensi, che tuttavia non era mai venuta meno, con
l'appartenenza all'Ordine di Malta di diversi suoi cittadini e residenti.
Con la sua riorganizzazione, l'attività dell'Ordine si rivolse
precipuamente al rispetto delle sue multisecolari e meritorie tradizioni
di assistenza sanitaria, ed in tale contesto convenne e stipulò
con diversi Stati Europei convenzioni con le quali l'Ordine si impegnava
a fornire, e gli Stati contraenti accettavano, aiuti sanitari organizzati
alla pari di quelli nazionali, in periodi di guerra o di gravi calamità
pubbliche. Il primo accordo tra l'Ordine di Malta e l'Italia in questo
settore fu firmato il 29 febbraio del 1884.
Due
guerre mondiali
Fu così che la Delegazione di Torino, essendo Delegato il Balì
Gran Croce di Onore e Devozione Barone Alessandro Guidobono Cavalchini
Garofoli, si distinse, insieme ad altre Delegazioni, per la generosa
attività di assistenza sanitaria durante la prima guerra mondiale
del 1915-1918 grazie alla presenza di suoi appartenenti, Cavalieri
e Dame, negli ospedali da campo e sui treni-ospedali dell'Ordine,
che dal fronte conducevano i feriti nelle retrovie. Tale presenza
e partecipazione operativa furono poi ancora maggiori durante gli
eventi bellici che coinvolsero tragicamente la nostra Patria dal 1940
al 1943 durante la seconda guerra mondiale, e dal 1943 al 1945 durante
la lotta di liberazione nazionale. Il Delegato del tempo, Balì
Gran Croce di Onore e Devozione Barone Antonio Guidobono Cavalchini
Garofoli, che già aveva comandato treni-ospedale nella guerra
1915-1918, ebbe pari comando in questo conflitto trasportando in Patria
feriti dal fronte russo.
Nel mese di maggio del 1944, nel pieno della guerra e della lotta
civile che straziava il Paese, il Gran Maestro affidava al Delegato
Gran Priorale di Torino predetto pieni poteri per tutta l'Alta Italia
come unico rappresentante dell'Associazione Italiana dei Cavalieri
di Malta. Nonostante le innumerevoli difficoltà del momento,
la Delegazione Torinese riusciva ad istituire, quasi immediatamente,
due Ospedali dell'Ordine di Malta in Torino, riconosciuti ed autorizzati,
insieme ai Cavalieri ed al personale militare dipendente, dalle autorità
germaniche di occupazione e da quelle della Repubblica Sociale Italiana,
che "di fatto" controllava allora tutto il nord Italia.
Il primo di questi ospedali con 100 letti era stato posto in funzione
presso l'Istituto Alfieri Carrù, in Via Accademia Albertina
14, ed il secondo con 50 letti presso la Clinica Sanatrix, in Viale
Thovez all'angolo con Via Giovanni Lanza, dove erano ricoverati i
feriti ed i malati più gravi. Inoltre, sino a liberazione avvenuta,
furono aperti quattro posti di "Pronto Soccorso" in diverse
zone decentrate della città, uno dei quali era situato presso
gli stabilimenti FIAT.
Analogo servizio ospedaliero, sempre sotto la direzione della Delegazione
di Torino, fu espletato a Milano, dove sorsero due Ospedali, il primo
presso la Clinica della Maternità ed il secondo presso la Clinica
"Città di Milano". Quest'ultimo si trasformò
poi in "Centro di Chirurgia plastica e ricostruttrice".
A Milano, sempre in quel medesimo periodo, furono inoltre allestiti
un "Pronto Soccorso" nella zona di Porta Romana, un Ambulatorio
per bambini e quattro Dispensari. Altri due Dispensari furono aperti
a Bergamo ed uno a Garbagnate Milanese. Nell'espletamento del servizio
furono sempre osservate le norme del R.D.L. del 5 gennaio 1938, n.
23, relativo al funzionamento degli ospedali in vigore presso il Regio
Esercito Italiano in tempo di guerra. Gli addetti, 180 tra ufficiali,
sottufficiali e soldati a Torino e 98 a Milano, furono tutti militarmente
inquadrati e portarono sulla gloriosa divisa grigioverde, unica unità
organica nel territorio nazionale controllato dalla Repubblica Sociale
Italiana, le stellette con in cuore la bianca croce di Malta, anziché
il gladio romano. L'assistenza sanitaria e religiosa fu prodigata
indistintamente senza alcuna restrizione e sovente con gravissimi
pericoli a civili, partigiani e militari della R.S.I.
Le infermiere di questi Ospedali erano le Figlie della Carità
di San Vincenzo de’ Paoli.
Alla fine della guerra, decaduti gli scopi che avevano consigliato
di designare la Delegazione di Torino alla guida dell'Associazione
Italiana Cavalieri di Malta per l'Alta Italia, in conseguenza della
riunificazione del territorio nazionale, questa particolare rappresentanza
cessò.
Ricostruzione
La Delegazione, immediatamente dopo la liberazione, collaborò
attivamente con le autorità locali torinesi nell'assistenza
sanitaria, allora assai precaria per le conseguenze belliche, a favore
della popolazione, dei bisognosi, dei reduci e dei sinistrati. Partecipò
inoltre generosamente, negli anni più difficili del dopoguerra,
a sopperire, nei limiti delle sue possibilità, alla carenza
dei generi alimentari, e negli anni 1945, 1946 e 1947, nella sola
città di Torino, l'apposito Comitato Assistenziale della Delegazione
distribuì gratuitamente 350.000 razioni di viveri ed aiutò
oltre 26.000 famiglie. Data d'allora il continuo funzionamento nella
nostra città dell'Ambulatorio Melitense e l'assistenza farmaceutica,
entrambi gratuiti.
Dal 1946 al 1960 la Delegazione di Torino organizzò presso
il Castello di Racconigi, regolarmente affittato, una “colonia
estiva” gratuita funzionante su tre turni, in ciascuno dei quali
erano amorevolmente ospitali 70 bambini particolarmente bisognosi
per condizioni fisiche o familiari. Nei quindici anni in cui la colonia
fu in funzione furono cosi complessivamente 3.150 i bambini che ne
beneficiarono.
Dal 1° gennaio del 1949 la Delegazione Gran Priorale di Torino
ebbe sede nell'”ala nuova” del Palazzo Reale, al civico
88 di Via XX Settembre. Nel dicembre di quell'anno nell'Istituto Alfieri
Carrù, dove aveva operato negli anni 1944 e 1945 il principale
dei due ospedali di Torino gestiti dall'Ordine di Malta, fu posta
una lapide marmorea in ricordo.
1951:
Polesine
Nel novembre del 1951 e nei mesi seguenti molti concreti aiuti economici
ed in generi di conforto furono distribuiti dalla Delegazione a numerosi
profughi che dal Polesine allagato erano giunti a Torino in molte
migliaia, in cerca di ospitalità e lavoro, ed alcune di queste
famiglie, al completo, furono ospitate gratuitamente, vitto compreso,
per un periodo di tre mesi.
La
Scuola Materna
Negli anni seguenti, la Delegazione guidata dal Delegato Balì
Gran Croce di Onore e Devozione Conte Cesare Guiriodi Panissera di
Monastero, curò un completo ammodernamento e ristrutturazione
della Scuola Materna Vittorio Emanuele II, che sorge in Torino in
Corso Regina Margherita all'angolo con Via XX Settembre. Questa scuola
materna (una volta si diceva “asilo infantile”) fu interamente
sostenuta, sino al 1946, dalla Real Casa ed attualmente è gestita
dalla Delegazione, che si avvale dell'opera delle Suore di San Giuseppe
di Pinerolo. Essa è la più antica del Piemonte, funzionante
ininterrottamente dalla fondazione - la prima avvenuta nel Regno di
Sar-degna per volontà di S.M. il Re Carlo Alberto nel 1838
- nel contesto dell'indirizzo scolastico minorile allora propugnato
in Italia con finalità patriottiche e nazionali dal sacerdote
Ferrante Aporti. Lo stabile che lo ospita, dopo essere stato incorporato
tra i “beni della Corona”, è oggi di proprietà
demaniale e la Delegazione ne è concessionaria in forza di
una convenzione stipulata nel 1960 a fronte del pagamento di un canone
annuo.
La Scuola, sottoposta a continue migliorie ed al costante adeguamento
alle varie stringenti norme in materia, è tutt’oggi in
piena funzione e ogni anno le richieste di iscrizione superano abbondantemente
la capacità che, per motivi di sicurezza, è limitata
a 90 bambini.
Il
primo day hospital di Torino
Analoga opera di ammodernamento, con il fattivo aiuto dell'Istituto
Bancario San Paolo di Torino, fu poi compiuta nei locali attigui (Corso
Regina Margherita 107a) alla Scuola materna, nei quali era ospitato
un ambulatorio medico. Esso è intitolato ad Anton Dante Coda,
già Direttore Generale dell’importante Istituto Bancario.
Per diversi anni nel dopoguerra l'Ordine gestì pure un dispensario
popolare a Sassi, sulla strada per San Mauro Torinese.
Dal 1971, essendo allora Delegato il Cavaliere Gran Croce d'Obbedienza
Marchese Carlo Thaon di Revel, ebbe principio la collaborazione con
il Centro di Nefrologia e Dialisi dell'Ospedale Maggiore di San Giovanni
Battista e della Città di Torino. Presso l’ambulatorio
furono installati 4 letti, corredati degli apparecchi di dialisi,
gestiti dalla Delegazione con l’assistenza medica del Centro.
Lo scopo dl day hospital era quello di addestrare i pazienti ad effettuare
la dialisi presso le loro abitazioni, con l’aiuto dei familiari,
con evidente miglioramento della qualità della vita ed anche
alleggerimento della struttura ospedaliera. Una diversa visione dell’organizzazione
sanitaria regionale ha portato alla chiusura della postazione alla
fine del 2005.
In un ufficio contiguo è stata ospitata a lungo la sede regionale
dell’ANED (Associazione Nazionale Emodializzati), ora anch’essa
traslocata in una nuova sede.
1956:
Ungheria
L'insurrezione popolare ungherese scoppiata alla fine del mese di
ottobre del 1956 contro il governo comunista di quello sfortunato
Paese e la pesante reazione sovietica, che ivi si scatenò nel
successivo mese di novembre, spinsero alla fuga, verso la libertà
negli stati dell'Europa occidentale, centinaia di migliaia di profughi
privi di tutto. Questo tragico ed imprevisto evento scosse profondamente
tutta l'Europa, e verso i campi di raccolta degli esuli, sorti in
molte località dell'Austria vicino al confine ungherese, affluirono
da ogni parte generosi soccorsi. Tra gli altri, non mancarono certamente
quelli dell'Ordine di Malta, e la Delegazione di Torino, in collaborazione
con l'Ospedale Maria Vittoria della Città, vi contribuì
con l'invio di quattro autocarri OM “Leoncino”, carichi
di medicinali, vestiario, generi alimentari, che per due volte, tra
il 14 e il 20 novembre e tra il 2 e il 7 dicembre 1956, con personale
medico e di accompagnamento volontario, recarono sul posto il loro
aiuto.
Una
scuola per infermiere
Nel 1963 veniva istituita a Torino, dalla Fondazione "Pia Lobetti
Bodoni" presso la Casa di Cura "Villa Pia" in strada
Mongreno 180, una scuola di infermiere professionali con convitto,
aperta pure ad allieve non italiane, che in seguito ad accordi con
il Gran Magistero dell'Ordine veniva affidata all'Associazione Cavalieri
Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta (ACISMOM). Poterla frequentare
era divenuto un traguardo ambito di studentesse italiane e di paesi
stranieri, specialmente del terzo mondo, per la serietà e la
completezza della preparazione che veniva impartita da valenti docenti
e dalle Suore Carmelitane di Santa Teresa. I suoi diplomi professionali
erano riconosciuti dall'Italia e da tutti quegli Stati con i quali
il Sovrano Militare Ordine di Malta manteneva rapporti diplomatici.
La scuola è stata in piena attività fino al 2000, quando
sono entrate in vigore le nuove norme che prevedono per il personale
infermieristico una formazione a cura delle università.
Corsi
di primo soccorso
Nel 1970 hanno avuto inizio i corsi di "Primo Soccorso"
presso l'Ospedale Umberto I di Torino dell'Ordine Mauriziano, svolti
da medici e professori di quell'Ospedale e rivolti ad un pubblico
privo di formazione in quel campo. I corsi, che si ripetono d'allora
ogni anno, sono serali ed impegnano un sera alla settimana per due
mesi i numerosi iscritti, ai quali vengono date nozioni teoriche e
pratiche di base. Agli iscritti, che sono giunti talvolta anche al
ragguardevole numero di 90, viene chiesta solo una piccola cifra per
i costi del materiale didattico. Al termine del corso, superata una
prova per dimostrare un sufficiente profitto, viene rilasciato un
attestato di frequenza.
Calamità
Nei mesi di novembre e dicembre del 1966, la Delegazione Gran Priorale
di Torino fu presente, insieme a tutte le altre Delegazioni italiane,
nell'invio di aiuti e soccorsi in generi di prima necessità,
indumenti e prodotti farmaceutici in Toscana, principalmente a Firenze,
e nel Veneto, a Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia e Verona,
regioni e località tutte colpite da una disastrosa alluvione.
Dopo il disastroso terremoto che devastò il
Friuli il 6 maggio 1976, la Delegazione di Torino partecipò,
nell'insieme dell'organizzazione disposta dall'Ordine per le operazioni
di soccorso ed aiuto a favore di quelle popolazioni così duramente
colpite, inviando tempestivamente 12 tende da campo, materiali sanitari
e farmaceutici vari, accompagnati da personale medico, paramedico
ed ausiliare che operò nella zona per un lungo periodo, svolgendo
un'encomiabile opera di assistenza.
La Delegazione di Torino fu ugualmente presente nei
mesi di gennaio e febbraio 1968 con l'invio per via aerea di un grande
quantitativo di generi alimentari, di capi di vestiario e prodotti
farmaceutici a favore delle popolazioni siciliane delle Valli del
Belice, in provincia di Trapani, duramente colpite da un violento
terremoto nella notte tra il 14 e il 15 gennaio, e nel mese di novembre
di quello stesso 1968 a favore delle popolazioni piemontesi di Canelli
e del Biellese investite da una rovinosa alluvione.
Nel novembre del 1994 piogge torrenziali causarono
lo straripamento di diversi fiumi nel Piemonte meridionale. La città
di Alessandria fu duramente colpita e qui intervennero le nostre squadre
di soccorso, ognuna formata da una decina di persone (cui partecipavano
anche volontari di altre Delegazioni), dapprima col generatore elettrico
che servì ad illuminare la Caritas e quindi con una cucina
da campo nel parco dell’ospedale che a regime sfornava 250 pasti
al giorno, provvedendo all’acquisto ed alla cottura dei cibi,
al servizio ed all’igiene. In seguito una seconda cucina –
altri 200 pasti al giorno – fu allestita nel rione Orti ed il
servizio durò fino a metà dicembre.
Assistenza
ai pellegrini
Cavalieri, Dame e Collaboratori della Delegazione di Torino nel 1975,
durante l'Anno Santo, si alternarono, insieme agli appartenenti alle
altre Delegazioni italiane ed alle Associazioni nazionali di Cavalieri
di Malta di diversi Stati, nel servizio di assistenza ai pellegrini,
svolto presso i posti di Pronto Soccorso S.M.O.M. predisposti e funzionanti
per tutto il periodo sulla piazza San Pietro in Vaticano.
Nel 1978, durante il periodo di Ostensione della
Santa Sindone nel Duomo di Torino, che durò dal 25 agosto all'8
ottobre, la Delegazione di Torino organizzò un posto di Pronto
Soccorso che, in collaborazione con la sezione di Torino della Croce
Rossa Italiana, fu fatto funzionare ininterrottamente, con l'intervento
di altre Delegazioni italiane, nella sacrestia del Duomo stesso per
tutto quel periodo con un orario continuato, dalle ore 7 alle ore
22.
Durante tale Ostensione, il Sovrano Militare Ordine di Malta effettuò
il pellegrinaggio ufficiale per venerare quella Sacra Reliquia ed
in tale occasione, il 7 settembre del 1978, S.A.E.ma il Principe e
Gran Maestro fra' Angelo De Mojana, essendo Delegato il Cavaliere
d'Obbedienza Barone Alessandro Guidobono Cavalchini, visitò
le diverse opere ed attività della Delegazione ed inaugurò
ufficialmente la nuova sede sita in Corso Vittorio Emanuele 96, in
un immobile acquistato con grandi sacrifici finanziari della Delegazione
e con l'aiuto economico del Gran Magistero.
Il servizio fu replicato in occasione delle Ostensioni
del 1998 e del 2000.
Il 13 aprile 1980, in occasione della visita a Torino
di Sua Santità Papa Giovanni Paolo II, con un brevissimo preavviso,
sei posti di Pronto Soccorso dell'Ordine di Malta furono impiantati
e resi funzionanti all'interno del Santuario della Consolata, della
Basilica di Maria Ausiliatrice, della Cattedrale Metropolitana di
San Giovanni Battista (Duomo) e della Gran Madre di Dio, oltre a quelli
presso l'Ambulatorio S.M.O.M. in Corso Regina Margherita ed in Piazza
Vittorio Veneto 22. I presenti in servizio presso il Duomo ricevettero
il ringraziamento verbale di Sua Santità e la Delegazione tutta
quello scritto dal S. Em. il Cardinale Anastasio Ballestrero, Arcivescovo
di Torino.
1999:
900 anni dell’Ordine di Malta
Nell’ambito dei festeggiamenti per i 900 anni dell’Ordine
la delegazione di Torino allestì una mostra dal titolo Gentilhuomini
cristiani e religiosi cavalieri nei locali dell’Archivio di
Stato di Torino (gentilmente concessi) e con il contributo economico
della Regione Piemonte, della Provincia di Torino e di altre istituzioni;
numerosi privati misero a disposizione chi diversi “pezzi”
delle loro collezioni, chi le loro capacità e conoscenze di
storia e di allestimento. La mostra si articolava in quattro sezioni
dedicate nell’ordine al “radicamento territoriale”,
ai “cavalieri in arme”, alla “attività ospedaliera
e religiosità” e infine ai “cavalieri di Malta
in Piemonte”.
Della mostra è stato stampato un curato e interessante catalogo
a cura di Electa, oggi purtroppo esaurito.
Naturalmente, oltre alla presenza in avvenimenti
pubblici che trascendono il proprio territorio, la Delegazione di
Torino esplica quotidianamente molteplici attività, sulle quali
il navigatore potrà trovare informazioni dettagliate ed illustrate
nelle altre pagine di questo sito.
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